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La chirurgia robotica, in cosa consiste?

Quando si parla di chirurgia robotica in ortopedia spesso si immagina che il robot faccia l’intervento al posto del chirurgo, e questa cosa generalmente suscita due reazioni nel paziente: entusiasmo o puro terrore.

Che cosa si intende quando si parla di chirurgia robotica?

Cerchiamo di fare chiarezza.

Gli interventi di protesi d’anca e ginocchio, fino ad alcuni anni fa, era possibile svolgerli solo con le guide manuali. In poche parole: venivano, e vengono tutt’ora, utilizzati degli strumenti che “abbracciano” la gamba del paziente e permettono di posizionare con l’allineamento desiderato le guide di taglio o le frese (avete capito bene: l’osso ha la consistenza del legno e gli strumenti migliori per modellarlo tutt’ora restano sega e fresa).

Il problema però era la precisione. L’occhio umano e queste guide non sono precisissimi.

Per questo sono stati inventati i robot: degli strumenti che permettono di eseguire tagli e fresate con un margine di errore inferiore ad 1° o ad 1 mm, posizionando quindi la protesi esattamente come vogliamo.

Attualmente esistono diversi dispositivi che si fanno chiamare robot. Quelli più accurati sono però quelli che utilizzano la TAC del paziente per pianificare l’intervento.

Il paziente fa una TAC qualche settimana prima dell’intervento, la TAC viene inviata negli Stati Uniti dove viene elaborata e successiva “caricata” all’interno del robot che sarà in sala operatoria.

Durante l’intervento vengono posizionate sull’osso del paziente delle “antenne” che permettono al robot di riconoscere dove si trova l’articolazione dell’anca o del ginocchio, e confronta questa posizione con la TAC che ha al suo interno.

Successivamente il chirurgo posiziona la protesi sul monitor in quello che è l’allineamento migliore per il paziente, tenendo conto dell’anatomia del paziente, delle dimensioni dell’osso, della tensione dei legamenti, della lunghezza della gamba…..

E successivamente il robot esegue i tagli ossei e posiziona la protesi esattamente come è stato deciso.

Il robot non annulla del tutto l’errore umano, però lo riduce durante alcune fasi fondamentali dell’intervento.

La domanda a cui dobbiamo ancora rispondere è: questa maggiore precisione vuol dire anche un miglior risultato?